Dettagli
Client: AirlanProduzione: Blueorange
Creative directors: Simone Checchia e Giorgia de Giambattista
Regia: Eugenio Montanello
DoP: Andrea Sponsillo
Camera operator: Gianluca Mazzeo
Audio: Silvio Luca Beneventi
Scenografia: Serena Maria Celeste Castriota
Costumista e Medievista: Giuseppe di Sabato
Make up artist: Alessia Cacciatore
Attori: Antonio Ruotolo e Eliana Barrasso
Voiceover: Stefano Barbaro
Comparse: Diana Zhurakivska, Giovanni de Giambattista e Massimo Scarano
2025
Lascia stare il Medioevo
Raccontare l’identità di Airlan in modo memorabile, senza cadere nei codici visivi e narrativi tipici del settore telecomunicazioni, che spesso parlano la stessa lingua: prestazioni, numeri, tecnologia.
Abbiamo ribaltato questo schema, spostando la conversazione su ciò che l’utente vive davvero: il tempo che perde, la frustrazione, l’assurdità di sentirsi fuori dal presente quando la connessione non regge.
Da questa intuizione nasce un’idea creativa che mette in tensione due mondi opposti, Medioevo e contemporaneo, generando un contrasto immediato e riconoscibile. La sfida è costruire un racconto che parli di connessione senza parlare di tecnologia, spostando l’attenzione su un concetto più universale: il tempo. Essere senza una rete affidabile significa vivere in un’epoca che non ci appartiene.
Fotografia epica, ritmo narrativo e ironia strategica, trasformando la frustrazione quotidiana degli utenti in una scena iconica.
L’obiettivo è definito: raccontare Airlan non come un provider, ma come la scelta che ti fa uscire da un’epoca che non ti appartiene.
/ DIREZIONE CREATIVA E SCENEGGIATURA
Abbiamo guidato il processo di produzione unendo sceneggiatura e regia così che ogni scelta creativa, narrativa e produttiva potesse rispondere a una visione unica.
Attraverso un lavoro di sceneggiatura e scriptwriting condiviso tra produzione e regia, abbiamo definito il concept e lo script dello spot. Nella nostra visione, il Medioevo diventa un dispositivo narrativo, il contrasto un linguaggio, la frustrazione un insight.
Il risultato è un progetto dalla visione integrata: un’unica Agency che governa creatività, produzione e comunicazione in modo coerente, definendo un nuovo territorio narrativo per il brand.
/ SVILUPPO NARRATIVO
Lo spot costruisce la sua forza su un linguaggio cinematografico che attira l’attenzione del pubblico: un ambiente austero, una figura in abiti medievali, un’atmosfera solenne che suggerisce una missione antica. Tutto è progettato per generare tensione visiva e trattenere lo sguardo.
Il twist ribalta le aspettative. L’oggetto che il protagonista tratta come un reperto prezioso si rivela un laptop, incapace di inviare una semplice mail. Questo cortocircuito tra epoche introduce l’ironia centrale: chi vive con una connessione lenta vive in un tempo che non gli appartiene.
La rivelazione avviene con un passaggio netto al presente. L’uomo, ancora in abiti medievali, appare in un ufficio contemporaneo, circondato da colleghi che lo osservano come si osserva un anacronismo. Qui il tono cambia: la tensione epica lascia spazio a un’ironia diretta, immediata, che traduce il concept nella sua forma più chiara. La chiusura brand consolida il messaggio: Airlan è la rete che ti riporta nel presente. Un finale rapido, pulito, costruito per lasciare un’immagine forte e un claim riconoscibile.
/ ATTORI, LOCATION E COSTUMI
Il protagonista deve incarnare due epoche senza perdere credibilità. La scelta dell’attore segue criteri estetici e interpretativi che permettono di restituire solennità nella prima parte e naturalezza nella seconda.
È altrettanto fondamentale la selezione delle location e dei costumi. La loro accuratezza definisce la qualità del mondo antico e permette allo spettatore di credere nell’illusione iniziale.
/ SCENOGRAFIA
Ogni oggetto presente nell’ambiente medievale è selezionato per costruire un linguaggio coerente: pergamene, mappe, materiali naturali, texture del legno. La scenografia è stata curata nel minimo dettaglio e supportata da un esperto medievista per garantire autenticità rispetto all’epoca che vogliamo ricostruire.
Tutto contribuisce a un’estetica credibile, coerente con il tono epico dell’apertura. Ogni oggetto è collocato per suggerire gravitas e ritualità, elementi che rafforzano la solennità del gesto del protagonista.
Il laptop è l’unico corpo estraneo, pensato come punto di frattura visiva. La sua presenza rompe la continuità del mondo antico e introduce il primo segnale di dissonanza che porta al twist.
Nell’ufficio moderno, la scenografia lavora in direzione opposta: crea un contesto ordinario, riconoscibile, che restituisce immediatezza e quotidianità. La pulizia visiva e gli oggetti funzionali alla vita lavorativa contemporanea definiscono uno spazio che amplifica l’anacronismo del protagonista. La scenografia diventa quindi uno strumento narrativo attivo: crea il terreno su cui il personaggio medievale appare, inevitabilmente, fuori tempo.
/ REGIA & FILMCRAFT
La fotografia costruisce un linguaggio visivo capace di sostenere il contrasto narrativo tra Medioevo e contemporaneità senza scadere nella parodia. Questo richiede un controllo preciso del ritmo, della luce, delle inquadrature e del movimento, elementi che definiscono la percezione emotiva delle due epoche.
La direzione della fotografia assume un ruolo centrale, adottando un impianto estetico materico, con luci modellate per enfatizzare volumi, texture e profondità, creando un immaginario credibile.
Le inquadrature sono studiate per sostenere questo tono: lenti più lunghe, campi chiusi, movimenti e handled camera. La fotografia stringe, osserva, svela. Così il ritmo narrativo è costruito attraverso una progressione visiva calibrata e attenta.
Nel presente la fotografia si alleggerisce: luce più morbida, palette che richiama la brand identity, camera più stabile. I movimenti diventano asciutti, funzionali, coerenti con la vita d’ufficio.
Anche qui la regia sostiene la narrazione: il protagonista, ancora in abiti medievali, è inserito in un contesto ordinario, e la macchina da presa lo osserva come farebbe uno spettatore reale, con una curiosità naturale, senza artifici.
/ OUTPUT
Lo spot diventa il perno di una produzione estesa, adatta a piattaforme, contesti e obiettivi diversi. Al video principale affianchiamo una produzione dedicata ai social, pensata per vivere anche fuori dallo spot.
Il protagonista diventa un personaggio narrativo ricorrente e attraversa nuovi contesti quotidiani in cui la mancanza di connessione crea situazioni surreali, portando avanti la metafora del Medioevo in chiave pop.
Un’estensione del concept con una narrazione seriale fondamentale per ampliare la reach della campagna, mantenere attiva la conversazione e sostenere l’identità visiva del brand nel tempo. Il Medioevo così diventa un universo narrativo in cui Airlan può inserirsi con leggerezza e continuità.










































